Stop coming to my house

Google+: in arrivo nick e fan page

In G+, Google on 21 ottobre 2011 at 20:00

Annunciate nella notte le novità durante il Web 2.0 Summit. E si continua coi numeri: il social network di Mountain View avrebbe ora 40 milioni di utenti.

Alla fine Google ha ceduto: a breve sarà possibile utilizzare pseudonimi su Google+. Prima ancora, il social network di Mountain View introdurrà le pagine aziendali e consentirà anche a chi ha un account Google Apps di creare un profilo. In questo caso, la nuova feature dovrebbe arrivare a giorni. Lo ha annunciato ieri al Web 2.0 Summit Vic Gundotra, senior vice president of engineering di Google. La presenza di Sergey Brin ha confermato le importanti novità. Google aveva già fatto una parziale marcia indietro dopo la valanga di proteste giunte per la cancellazione arbitraria di migliaia di profili creati con nickname di fantasia. Poi però il presidente Eric Schmidt era tornato sul concetto spiegando che Google+ è un sistema di identità. Ora invece il definitivo – parrebbe – cambio di rotta.

Marcia indietro che diventa pubblica a meno di due giorni dalle critiche ricevute proprio nel corso del Web 2.0 Summit. Se Sean Parker, ex presidente di Facebook, aveva infatti definito una minaccia per Zuckerberg la migrazione dei propri power user verso Twitter e Google+, subito Chris Poole di 4Chan aveva replicato che in termini di identità G+ non era differente da Facebook, impedendo di fatto alla gente di utilizzare account diversi a seconda dei propri gusti.

La gente usa davvero Google+? A questa domanda Gundotra ha snocciolato qualche numero. Dopo il lancio della beta pubblica, gli utenti sono saliti a quota 40 milioni e negli ultimi cento giorni su G+ sono state uploadate 3.4 miliardi di foto. “ Qualcuno le avrà pur caricate!” ironizza Gundotra. Il paragone con Facebook non può mancare: il rivale ha un archivio di 100 miliardi di foto, aggiornato con 6 miliardi di nuove immagini aggiunte ogni mese. L’ instant upload dell’app di G+, integrata in Android 4.0 (in pratica l’iCloud di Google), potrebbe però rivelarsi un’arma in più. Dal confronto scaturisce la seconda domanda: davvero pensate di competere con Facebook? “ Noi vogliamo fare un gioco diverso. Ci vuole del tempo. Non vogliamo sovrapporci, noi curiamo in modo diverso i contenuti dell’utente”,  ha replicato Gundotra.

E per quanto riguarda quel post di un ingegnere di Google che indicava tutte le pecche del sistema (leggilo qui) suggerendo di abbandonare l’esperimento? Gundotra spiega che Google incoraggia il dibattito interno, ma Brin ci va giù pesante: “ Mi sono stufato di leggerlo dopo le prime mille pagine o giù di lì. Se vuoi dire qualcosa, ti devi limitare a un paragrafo o giù di lì”. Polemiche chiuse.

Fonte: Silvio Gulizia su Wired.it

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