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Il nuovo Facebook: la privacy si complica

In Facebook, Privacy on 29 settembre 2011 at 12:00

Ecco qualche piccola accortezza per tutelare le proprie informazioni personali. E intanto Zuckerberg è accusato di violare le leggi a tutela dei consumatori…

Dopo che timeline, notifiche e altre novità hanno ridisegnato Facebook, il tema della privacy è ritornato in auge. Innanzitutto il social network ha confermato (dopo averlo negato) che i propri cookie continuavano a raccogliere informazioni sull’utente (tipo che siti visitiamo) anche se questi aveva effettuato il log out, come denunciato da un hacker. Il problema è stato risolto in breve e anche se Facebook non faceva uso di questi dati, il fatto che li raccogliesse è bastato a sollevare nuovi dubbi circa privacy e sicurezza dalle parti di Palo Alto.

I più arrabbiati con Facebook per le novità introdotte, oltre agli utenti, sono gli sviluppatori di app. Ora che le notifiche generate dalle app vengono pubblicate direttamente sul profilo dell’utente, devono infatti fare i conti con le migliaia di persone di cui hanno raccolto i dati garantendo che si sarebbero comportate diversamente. Un po’ sconveniente far sapere al capo che durante l’orario di lavoro stiamo giocando a Cityville, no? Secondo la Electronic Privacy Information Center la faccenda è seria. In una lettera alla Federal Trade Commission, riporta il Washington Post, ha chiesto insieme ad altre associazioni di indagare sulle privacy policy di Facebook, accusato di violare le leggi a protezione del consumatore.

La cosa peggiore è infatti che ora alcuni dati, come sesso, educazione, età, foto e video, sono disponibili a chiunque sul Web, salvo che l’utente non si sia dichiarato espressamente contrario. Ricordate il motivo per cui Google ha vietato gli pseudonimi su Plus? Il nostro profilo ora è pubblico. Mountain View però ci suggeriva lei stessa di specificare bene cosa vogliamo che gli altri possano vedere. Facebook ci dà invece solo l’opportunità di farlo. Basta questo per rispettare le leggi, secondo il social network, che avrebbe consultato le autorità prima di procedere. Avere un profilo pubblico non è un male: lo sostiene lo stesso Zuckerberg rendendo pubblico il proprio profilo.

In effetti, nella nostra timeline possiamo nascondere tutto. Sempre dal Washington Post sono riportate le parole di Pam Dixon, direttore esecutivo del World Privacy Forum, che ritiene le nuove regole di privacy troppo complicate da essere applicate a post, commenti e like. E da qualche giorno su Facebook circola questo status: ” Fatemi un favore: senza cliccare, muovete il mouse sopra il mio nome, aspettate che si apra la finestrella e muovete il mouse sopra ‘ricezione aggiornamenti attivata’ . Si aprirà un’altra finestra e lì per favore togliete la selezione a ‘commenti a mi piace’ . In questo modo si evita che chiunque non sia tra i tuoi amici possa vedere i tuoi commenti nella finestra in alto a destra! Fregato, nuovo FB del cavolo, Fate copia incolla“. Una rivolta di chi non vuole che ogni singolo ” mi piace” venga mostrato indistintamente a tutte le persone che ci seguono (gli amici lo fanno in automatico).

Ma è possibile che la soluzione sia esclusivamente affidarsi alla bontà altrui? Se sono un utente impiccione, chiaramente non farò quello che mi viene chiesto. E allora ecco la soluzione più semplice: disattivare la funzione subscribe, che consente anche a chi non è nostro amico di seguire i nostri aggiornamenti (compresi i like). Basta andare qui e cliccare su ” la tua scheda ‘Persone che ricevono gli aggiornamenti'” (attivo solo se avete gli aggiornamenti on), poi su impostazioni e infine disattivare l’opzione ” Persone che ricevono gli aggiornamenti“. Drastico ed efficace, ma gli amici continuano a vederli.

C’è un altro problema però: tutti gli update precedenti all’introduzione dei gruppi diventano di fatto pubblici. A meno che non abbiate attivato le vecchie nuove funzioni. Pronti quindi a dare una controllatina al vostro account? In alto a destra, a fianco della home c’è una freccia. Aprite le impostazioni sulla privacy e scegliete chi potrà vedere i post generati dalle vostre app. Ora aprite le connessioni da parte tua e decidete chi può trovare il vostro diario, vederlo e pubblicarci sopra qualcosa. Soprattutto, chi può vedere i post degli amici sulla vostra timeline.

Passate al funzionamento dei tag e attivate la revisione dei post in cui siete taggati prima che finiscano sul vostro profilo. Anzi, attivate la revisione su tutti i tag, a meno che il vostro profilo non sia strettamente privato, così prima che post e foto siano visti da altri dovranno ricevere la vostra approvazione.

Alla voce restringi il pubblico per i vecchi post potrete risolvere il problema di cui sopra: evitare che i vecchi post siano pubblici, ma renderli visibili solo agli amici. Facebook farà di tutto per sconsigliarvi di farlo, ma non cedete. In ogni caso gli amici e le persone taggate in quei post potranno ancora vederli.

E, d’ora in poi, massima attenzione a quando postate: ci sono i nuovi controlli per decidere chi può vedere quello che state pubblicando, scegliendo bene le liste di amici a cui rendere visibile un contenuto.

Fonte: Silvio Gulizia su Wired.it

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