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The Sims sbarca su Facebook

In Facebook, Gaming on 26 agosto 2011 at 13:00

Dopo aver venduto oltre 140 milioni di copie, uno dei giochi più famosi al mondo arriva sulla piattaforma di Mark Zuckerberg. Con Civilization, è fra i primi titoli di gran successo a cercare una nuova giovinezza sulle reti sociali.

 The Sims  sbarca su Facebook  I social network come console

Forse era destino che The Sims , videogame creato undici anni fa da un grande interprete della cultura contemporanea come Will Wright, finisse su Facebook. Perché in fondo questa simulazione della vita quotidiana, ironica e fatta di pixel, può esser anche vista come metafora dell’esplosione online della sfera privata di milioni di persone. Di certo The Sims Social rappresenta l’unione di due grandi fenomeni: la piattaforma inventata da Mark Zuckerberg, con il primo videogame tradizionale di successo. Un gioco che fra i tre capitoli principali per pc, le oltre trenta espansioni, i cinque spin-off, le sette versioni per console, ha venduto oltre 140 milioni di copie. Meglio hanno fatto solo Super Mario, i Pokémon e le tante incarnazioni di Tetris.

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Le meccaniche messe a punto da Wright, autore anche di Sim City e Spore, sono infernali. Ai tempi questo suo gioco venne lanciato con uno slogan eloquente: “Costruisci, compra, vivi”, promessa di tutte le gioie e i dolori messe in scena da The Sims. Si comincia creando un personaggio, scegliendo i diversi tratti caratteriali, nove nella versione per Facebook (dal nerd al magnate, passando per il creativo o l’atleta) e il suo aspetto. Poi bisogna arredare la casa, trovare un lavoro, tessere rapporti di amicizia con i vicini, fare abbastanza soldi per abbellire e ingrandire l’appartamento attorno al quale il gioco di fatto ruota.

I Sims nascono, crescono, invecchiano, imparano. Possono soffrire la fame, la noia, la solitudine, la frustrazione. Possono sedurre, essere sedotti, litigare e odiare. Ma soprattutto desiderano. Per questo il gioco di Wright spinge a guadagnare sempre più soldi per comprare una nuova lavatrice, un impianto stereo mastodontico, un lavandino di lusso. Non è facile soddisfare la valanga di desideri del nostro alter ego. Tanto che in confronto il pigolare isterico del Tamagotchi sembra quasi innocuo.

A peggiorare le cose, o a migliorarle (secondo i punti di vista), The Sims Social trasferisce il tutto su Facebook imitando le forme di vicinato di Farmville, mischiate a certi elementi visti in The Sims Online . Videogame uscito nove anni fa che si dimostrò un fallimento clamoroso. All’epoca l’Electronic Arts, l’editore, aveva smesso di credere nei giochi di massa dopo l’esperienza di Ultima Online, il primo nel suo genere. E così su quel The Sims per il web, lo rivelò lo stesso Will Wright, investì davvero poco. Rimase anche scettica, per sua fortuna, davanti alla bolla di Second Life. Per poi tentare di inseguire malamente i successi di World of Warcraft  con Warhammer Online, salvo scoprire che gli undici milioni di utenti che affollano il titolo della Blizzard sono la quasi totalità di coloro che nel mondo hanno voglia di pagare un abbonamento per passare ore e ore in un mondo fantasy nei panni di un elfo, un orco o un nano.

Ma Facebook è un’altra storia. Gli investimenti necessari per questa piattaforma sono più bassi, il pubblico più volubile ma anche più numeroso. Ovviamente The Sims Social è semplice rispetto ai capitoli per pc e si basa sul fatto che qui gli utenti possono interagire gli uni con gli altri facendosi visita in continuazione, passando il tempo assieme a ballare, flirtare, guardare la tv. Fino ad odiarsi, amarsi, farsi dispetti e regali, stringere amicizia o sancire rivalità. E soprattutto dandosi da fare per accumulare soldi con attività improbabili, in primis tagliare le erbacce in giardino, che più vengon praticate più producono. Oppure acquistando valuta virtuale con euro sonanti, una delle forme più in voga scelte dalle case di sviluppo per monetizzare con i videogame online.

Il gioco è opera della Playfish, Will Wright infatti non si occupa più da anni di The Sims, software house comprata da Electronic Arts nel 2007 e specializzata in nuove piattaforme che vanno da Facebook  agli smartphone. Ea, uno dei più grandi editori di giochi (la stessa di Fifa, Need For Speed, Medal of Honor o Mass Effect), fra i colossi di questo settore è uno dei primi ad essersi accorto che oltre le console tradizionali c’è un nuovo settore in piena ascesa. Non a caso poche settimane fa ha acquisito per un miliardo di dollari la PopCap, quella di Plants vs Zombies e Bejeweled, strappandola alla Zynga di Farmville.

I modelli di business  sono ancora tutti da verificare, o meglio ne stanno sperimentando diversi e non tutti portano a incassi rilevanti, eppure le grandi major dei videogame hanno già cominciato a darsi battaglia. Insomma, The Sims, come Civilization , sono solo i primi di una lunga serie di successi del passato che cercano una nuova giovinezza su Facebook o Google+.

 

Fonte: Jaime D’Alessandro su La Repubblica.it

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